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Durante un ritiro spirituale, nel 2001, feci la scoperta di questo brano del libro di Isaia che mi colpì molto: "Così dice il Signore che ti ha creato, o Giacobbe, che ti ha plasmato, o Israele: Non temere, perché io ti ho riscattato, ti ho chiamato per nome: tu mi appartieni. Se dovrai attraversare le acque, sarò con te, i fiumi non ti sommergeranno; se dovrai passare in mezzo al fuoco, non ti scotterai, la fiamma non ti potrà bruciare; poiché io sono il Signore tuo Dio, il Santo di Israele, il tuo salvatore. Io do l'Egitto come prezzo per il tuo riscatto, l'Etiopia e Seba al tuo posto. Perché tu sei prezioso ai miei occhi, perché sei degno di stima e io ti amo, do uomini al tuo posto e nazioni in cambio della tua vita. Non temere, perché io sono con te..." (Is 43, 1-5)
Così un giorno ebbi l'idea di provare a mettere in musica il messaggio di quella pagina, che esprime la fedeltà e la grandezza dell'amore di Dio per ciascuno di noi. Dopo che ebbi scritto la canzone, ero timoroso di farla ascoltare, ma quando fu eseguita pubblicamente per la prima volta, al Capitolo dei Giovani del 2001 alla Verna, le reazioni furono entusiaste e la canzone in seguito si è molto diffusa, a mia insaputa, grazie soprattutto al passaparola delle persone. Penso che il merito di questo sia prima di tutto del messaggio che porta: in fondo quell'amore è ciò che ognuno di noi desidera sperimentare nel profondo di se stesso. Un fatto significativo poi è che la canzone sia diventata l'accompagnamento di molti matrimoni: c'è infatti un'analogia tra l'amore di Dio per l'uomo e l'amore reciproco degli sposi, testimoniata da molti passi della Scrittura; la fedeltà di Dio alla sua promessa di amore rende possibile la fedeltà alle promesse matrimoniali. 
fra Federico

 

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